2018, quando Twitter odia: donne e migranti i più bersagliati. Esplode l’antisemitismo
Si, si odia sempre più. Un mondo globalizzato accomunato da un imperativo categorico: odia il prossimo tuo, specialmente se non la pensa come te, o peggio, se diverso per razza, religione e preferenze sessuali. È così gli “haters” proliferano, specie sui social dove l'”hate speech” trova terreno fertile: troppo facile insultare qualcuno nascondendosi dietro un profilo. Improperi che non si pronuncerebbero mai nella vita reale (magari), perché sui social ci sentiamo più sicuri, disinibiti e non pensiamo alle conseguenze dei nostri insulti.